Ecco un nuovo libro dell'amico Carlo Delfino con Mario Cionfoli.
Dal risguardo di copertina.
Il ciclismo dei pionieri è un mondo affascinante completamente diverso dal ciclismo di oggi.
Avventure incredibili, maschere di fatica allo sfinimento, lotte terribili contro gli elementi e la fame. Si la fame!
Ma come mangiavano i "forzati della strada"?
Cento anni fa non si parlava di alimentazione ma di come togliersi la fame, di come riuscire a sopportare il tormento di ore e ore in bicicletta e di come trovare per strada qualcosa da mettere sotto i denti.
Di aneddoto in aneddoto, la rassegna approda ai nostri giorni con un breve accenno alle prime rudimentali pratiche dopanti intese "ab initio" come tentativo di favorire la carburazione e l'utilizzo di ciò che veniva ingurgitato.
Un aspetto del ciclismo eroico intrigante e importante, fondamentale per riflettere oggi su come il nostro ciclismo possa diventare un pò più "eroico" per farci divertire.
Paolo Amadori
I Forzati della strada hanno fame
Edizioni Marcianum Press
anno 2011
Pag. 153
Numerose foto in b/n
13 settembre 2011
20 marzo 2011
BIANCHI TOUR DE FRANCE
Delizioso libretto da poco stampato dall'amico Paolo Tullini di Bologna.
In apertura l'elenco dei modelli corsa Bianchi dal 1900 alla fine degli anni '50. Presenta poi tre modelli Tour de France: i numeri di telaio, le caratteristiche, le misure; il tutto corredato da foto.
Un bel lavoro, davvero prezioso.
Per richieste Paolo Tullini: paolo@paolotullini.it
7 dicembre 2010
TOUR 1938 - BARTALI E LA LEGNANO
Un ritrovamento veramente eccezionale fatto da Gabriele Bocchi, bravo restauratore di biciclette d'epoca in Parma.
Ecco l'album pubblicitario edito dalla Casa Legnano nel 1938 in occasione della stupenda vittoria di Gino Bartali al Tour. 25 foto in grande formato con didascalie stampate oro.
Un album pieno di Storia del nostro Ciclismo.
Paolo Amadori
27 settembre 2010
FAUSTO COPPI - RAPPORTI USATI AL TOUR DEL 1949
Storia ignota quella dei "rapporti" usati dal Campionissimo sulle sue Bianchi.
Dati tecnici e storici importanti per conoscere il ciclismo del periodo d'oro. La sinergia tra il corridore e la sua bicicletta si esplica nel rapporto usato che lo spinge oltre il traguardo in un impeto d'ala, di sofferenza e di gioia.
La vittoria di Coppi al Tour del 1949 vista nei rapporti da lui usati tappa per tappa fino al trionfo di Parigi sono il simbolo del connubio tra due "Campioni", Coppi e la Bianchi.
Parigi - Reims Km. 182
47/50 15-16-17-19-22
Reims - Bruxelles Km. 273
47/50 15-16-17-19-21
Bruxelles - Boulogne Km. 211
47/50 15-16-17-19-21
Boulogne - Ruen Km. 185
47/50 15-16-17-19-21
Ruen - San Malò Km. 293
47/50 15-16-17-19-21 (Coppi caduto)
San Malò - Le Sables Km. 305
47/50 15-16-17-19-21
Le Sables - La Rochelle km. 92
47/50 15-16-17-18-19 (cronometro 1° Coppi 2° Kubler 3° Vanstemberghen)
La Rochelle - San Sebastian Km. 228
47/50 15-16-17-19-21
San Sebastian - Paù Km. 191
47/50 15-16-17-19-21 (Colle d'Ispegy)
Paù - Luchon Km. 193
47/50 15-17-20-23-24 (Colli Aubisque-Tourmalet-Aspin-Peyresourde)
(pedivelle da 180mm. e ruote in legno)
Luchon - Tolosa Km. 134
47/50 15-16-17-19-21
Tolosa - Nimes Km. 289
47/50 15-16-17-19-21
Nimes - Marsiglia Km. 199
47/50 15-16-17-19-21
Marsiglia - Cannes Km. 215
47/50 15-16-17-19-21
Cannes - Briancon Km. 274
47/50 15-17-20-23-24 (Colli d'Allos-Izorad-Vars 1° Bartali 2° Coppi soli)
(pedivelle da 175mm. e ruote in legno)
Briancon - Aosta Km. 257
47/50 15-17-20-23-24 (Colli Monginevro-Moncenisio-Iseran
piccolo s.Bernardo)
(pedivelle da 175mm. e ruote in legno)
Aosta - Losanna Km. 265
47/50 15-17-20-23-24 (Colli Gran s.Bernardo-Des Mosses)
(pedivelle da 175mm. e ruote in legno)
Losanna - Colmar Km. 280
47/50 15-16-17-19-21 (Colli La Vue des Alpes-Bonhomme)
(pedivelle da 175mm. e ruote in legno)
Colmar - Nancy Km. 137
47/50 15-16-17-18-20 (Cronometro individuale)
Nancy - Parigi km. 340
47/50 15-16-17-19-21 (1° Coppi 2° Bartali)
di Paolo Amadori
Fonte: Pinella de Grandi
21 settembre 2010
ALTRI CAMBI CAMPAGNOLO
Proseguiamo la cronologia dei Cambi "Campagnolo"
Mod.Sport (dal 1953 ai primi anni '60) per bici sportive o mezza corsa, 4 pignoni, singola puleggia. Questo cambio aveva anche una molla che si inseriva nel forcellino del telaio.
Mod.Nuovo Sport (anni'60) singola puleggia.
Mod.Sport Extra (anni 60/70)
Mod.Valentino, Valentino Super, Valentino Extra (anni 60/70)doppia puleggia.
Mod.Rally (dal 1970) gabbia lunga, richiama il Nuovo Record. Ne hanno fatto due modelli. L'ultima versione ha la molla in alto per mantenere le distanze più ristrette tra puleggia e pignone, fu prodotta alla fine alla fine anni '80.
Mod.Velox (anni '70) richiama il Valentino extra, bulloni rossi con "C" bianca.
Mod.Gran Turismo (anni '70) gabbia lunga, richiama il Velox e Valentino extra, bulloni cob "C" bianca. Molto pesante per questo conosciuto anche come "ancora".
Mod.Nuovo Valentino (anni 70/80) corpo in alluminio, stile moderno.
Mod.Nuovo Gran Sport (fine '70) versione a buon mercato del Nuovo Record con gabbia in ferro stampato e bullini normali non a brugola.
Mod.980 (anni '80) corpo in alluminio.
Mod.Victory (anni '80) seguito dal New Victory, i due modelli furono accompagnati dai nomi Triomphe e New Triomphe.
Mod.C-Record (metà anni '80) un'opera d'arte anche se pesante.
Mod.Croce d'Aune (metà anni '80) cambio eccezionale con asta al posto della molla di richiamo, uscito un anno dopo il C-Record.
Mod.Athena (anni 80/90).
Mod.Xenon (anni 80/90).
Mod.Chorus (1987/2008).
by friend Steven Maasland - NJ - USA
12 agosto 2010
LETTERATURA CICLISTICA D'ANTIQUARIATO
Ecco una vera rarità letteraria ciclistica. Si tratta del primo romanzo pubblicato al mondo che ha per oggetto "il Velocipede".
"Le Tour du Monde en Vélocipède" - Librairie de la Publication - Paris 1869 - par Le Grand Jacques - illustrations par Felix Regamey - pagg.270
Lo scrittore Richard Lesclide, redattore capo della rivista "La Vélocipède illustré" firma questo romanzo con lo pseudonimo Le Grand Jacques.
La rivista pubblicò il romanzo come appendice dal gennaio 1870. Richard Lesclide diventò poi segretario di Victor Hugo e nel 1869 organizzò la Paris - Rouen di 123 Km. vinta dall'inglese James Moore.
Il romanzo racconta la preparazione e il diario di viaggio in velocipede di quattro esploratori due donne e due uomini da Parigi-Nijnie-Novogorod-Sibérie, dal 7 novembre 1867 al 22 dicembre 1867.
Questo l'incipit: "Ci voleva veramente in quel buonissimo cuore di Gionata Shopp una ostinazione indomabile, onde, nei giorni di sua creazione, il velocipede avesse il suo martire."
La descrizione della "nuova macchina" è dettagliata:"....il sedile del vostro velocipede e le sbarre di sospensione saranno in argento dorato, a poco più di 1/10 di lega, ciò che renderà queste più resistenti del metallo di zecca...daranno all' "apparecchio" una perfetta elasticità. I mozzi delle ruote saranno di acciaio di Norvegia, foggiati dopo la tempra secondo i nuovi processi premiati all'ultima esposizione" (Parigi 1867).
Fu infatti all'Expò di Parigi di quell'anno che il velocipede ebbe la sua definitiva consacrazione.
La prima edizione italiana del romanzo venne alla luce nel 1877 per i tipi "Carlo Simonetti" Editore in Milano - pagg.315
Solo nel 1896 Emilio Salgari scrisse "Al Polo Australe in Velocipede" che lasciava intravedere la possibilità per tutti di scoprire il mondo in bicicletta.
La prossima volta.
Paolo Amadori
5 maggio 2010
Bartali 10 anni fà, viva Bartali
Ricevo e pubblico.
Cinque MAGGIO 2000
Ei fu. Siccome mobile
per tanta pedalata
passò l’anima mitica
la soglia tribolata,
così per niente tacita
l’Italia al nunzio sta'.
Canta le lodi ultime
al Gino nazionale,
né sa quando un simile
bel colpo di pedale
le sue montagne splendide
ad esaltar verrà.
Dal Rolle alla Scoffera,
dal Galibier al Ghisallo,
quel gran securo al rosa
fece seguire il giallo.
Trionfò nelle Saneremo,
sui monti di Briancon.
Fu vera gloria? I posteri
non dovran dar sentenza,
bensì chinar la fronte
a Dio e alla sua potenza
che volle in bicicletta
più vasta orma stampar.
Oh, quante volte àfono
narrar se stesso imprese...
Senz’altro anche nell’ésito
i suoi ricordi accese
e dei giorni che furono
lo assalse il sovvenir.
Pensò alle balze ripide,
alle volate impàri,
ai lampi dei fotografi,
all’ombra dei gregàri
e al timido gregario
che Fausto diventò.
Coppi arrivò. Due uomini
un contro l’altro armati
divisero l’Italia
dal tifo frastornati.
La morte or li accomuna
nel nostro gran dolor.
Carlo Delfino
Cinque MAGGIO 2000
Ei fu. Siccome mobile
per tanta pedalata
passò l’anima mitica
la soglia tribolata,
così per niente tacita
l’Italia al nunzio sta'.
Canta le lodi ultime
al Gino nazionale,
né sa quando un simile
bel colpo di pedale
le sue montagne splendide
ad esaltar verrà.
Dal Rolle alla Scoffera,
dal Galibier al Ghisallo,
quel gran securo al rosa
fece seguire il giallo.
Trionfò nelle Saneremo,
sui monti di Briancon.
Fu vera gloria? I posteri
non dovran dar sentenza,
bensì chinar la fronte
a Dio e alla sua potenza
che volle in bicicletta
più vasta orma stampar.
Oh, quante volte àfono
narrar se stesso imprese...
Senz’altro anche nell’ésito
i suoi ricordi accese
e dei giorni che furono
lo assalse il sovvenir.
Pensò alle balze ripide,
alle volate impàri,
ai lampi dei fotografi,
all’ombra dei gregàri
e al timido gregario
che Fausto diventò.
Coppi arrivò. Due uomini
un contro l’altro armati
divisero l’Italia
dal tifo frastornati.
La morte or li accomuna
nel nostro gran dolor.
Carlo Delfino
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